| LA
ROCCA
(via Mazzini)
Sotto la casa d'Este la rocca di San felice assunse
l'assetto attuale: nel 1340 il marchese Obizzo vi fece
erigere la "Rocca" e nel 1406 il marchese
Niccolò III lo fece restaurare dal famoso architetto
militare Bartolino Ploti da Novara; altri lavori di
"affortificamento della rocca" furono eseguiti
nel 1421.
Il marchese inoltre concesse alla comunità esenzioni
e privilegi, assieme ad un sigillo, che è ancora
oggi lo stemma del comune, nel quale era rappresentato
un castello con due aquile selle torri.
Nel gennaio 1511 il castello ospitò il papa Giulio
II che da Bologna si portava all'assedio della Mirandola.
In località Galeazza il Guerriero pontefice fu
sorpreso dalla cavalleria francese, condotta dal famoso
Baiardo, e dovette rifugiarsi nella rocca: lui stesso
aiutò i suoi uomini a sollevare il ponte levatoio
e subito dopo fu assalito da altissima febbre.
Altra devastazione subì S. Felice per opera di
Gastone Foix, e durante la guerra di successione di
Spagna ebbe dai Francesi incendiato il Palazzo della
Regione.
Analogo tentativo di incendiare la Rocca fallì
per l'opposizione Eugenio di Savoia, condottiero delle
armi imperiali. Nella visita alla rocca non si manchi
di visitare le prigioni, la stanza ora detta di Giulio
II, con affresco raffigurante San Francesco, la Biblioteca
comunale, istituita nel 1873 e pertanto considerata
la più antica biblioteca pubblica dell'Emilia,
l'Archivio Storico, la Mostra Archeologica "G.
Venturini" e l'Aula di Educazione Ambientale.
Nel centro storico, lungo via Terrapieni, sono conservate
anche tre delle quattro torri che facevano parte della
cinta murata dell'abitato (il vero e proprio "Castello"). |
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